Il fattore più importante di questi giorni di scontri in parlamento è la strategia del linguaggio. Nello scambio di accuse tra il PD ed il M5Ss si è intravisto una dialettica affilata come una lama, pronta a colpire per creare profonde ferite con l'intento di far sanguinare il più possibile. I toni si sono alzati perchè la posta in gioco si è alzata, e con essa tutta la credibilità dell'attuale governo che ha problemi ad uscire dal suo stato comatoso. Il particolare è visibile nelle parole scelte per colpire l'avversario: grezze da parte del M5S, più spinte da quelle del PD. Ma il populismo di Beppe Grillo è notorio e autocertificato da egli stesso più volte; parole che nascono dallo sconforto di una politica che non funziona e che si è allontanata parecchio dagli italiani. La strategia del governo e dei suoi membri punta al marchio a fuoco, usando parole forti e paragonando i grillini ai fasciti che usano metodi da Gestapo. Questa strategia è molto pericolosa poichè può diventare controproducente, specialmente dal presidente della camera Boldrini, la quale rappresenta l'imparzialità, o dovrebbe; si corre il rischio di esagerare con i termini ed allo stesso tempo di imporsi contro gli altri proprio da squadristi, apparendo allergici alle critiche.
Il difetto del M5S è di non sapere incanalare bene la propria rabbia, correndo il rischio di sparare in modo furioso contro tutti; nessuno vorrebbe rimanere solo quando sono tutti messi alla gogna, anche perchè si mette a repentaglio il proprio status di credibilità. Il "giornalista del giorno" che appare sul sito di Grillo è stata una brutta mossa, non si fa altro che buttare benzina sul fuoco. E' necessario essere criticati senza perseverare nel battibecco che alimenta solo ulteriori irritazioni.
Il governo deve darsi una mossa perchè il tempo sta passando in fretta, e gli italiani stanno finendo la pazienza. Se il PD avesse fatto bene il proprio lavoro, come da mandato, ci sarebbero molte meno critiche e forse più plausi, ed è ovvio che le critiche arrivino solo dal M5S essendo l'opposizzione politica unicamente attiva a riguardo; mentre Forza Italia rendiconta e dialoga con Renzi, gli altri piccoli partiti stanno in silenzio ed osservano dove tira il vento.
