Il sud caratterizzato dal periodo reale dei borboni del 19esimo secolo non è tanto lontano dalla realtà di oggi perchè quello che è rimasto è una forte eredità socio-culturale negli italiani. Poteri forti ed abitudini centenarie sono i blocchi frenanti che non ammodernizzano l'Italia nonostante il consumo di massa di gadget tra telefonini, pad e computer. Il nodo principale è l'attrito che i rappresentanti della politica, dai comuni al parlamento, pongono a causa della loro visuale arcaica ideologica, la quale si riflette immediatamente sul nostro paese. Del resto l'età media dei parlamentari a Roma è alta, troppo alta per un paese che ha bisogno di aria fresca in un periodo che richiede forti liberalizzazioni promesse e mai fatte dal governo Berlusconi e nè tantomeno proposte come contropartita dalla sinistra.
C'è bisogno di liberalizzare un paese che è pieno di gilde, di gruppi para-massonici che al difuori della politica influiscono troppo sui cittadini italiani. Un'inflazione troppo pesante per stipendi troppo bassi che non sono allienati con i tempi e tantomeno con il resto dell'UE.
Taxi, farmacie e quant'altro sono la punta dell'iceberg per sciogliere il nodo in stile borbonico che tiene l'Italia, dal punto di vista sociale, arretrato e troppo vicino al Gattopardo fatto di conti, marchesi e tutta l'aristocrazia che oggi è fatta di politica ingorda di vitalizi e pensioni dorate.
Le tensioni di questi giorni tra tassisti e governo ci riaggiorna sul fatto che i servizi a numero chiuso devono stare per lucrare al massimo e ostacolare ogni liberalizzazione che possa portare concorrenza. C'è chi dice di no, ma purtroppo è così dato che i prezzi delle corse sono troppo alti e persistono tassisti spudorati che imbrogliano turisti italiani e stranieri i quali amareggiati difficilmente si fideranno ancora dei una macchina bianca.
«Fare sconti? Mica vendo scarpe»
E' quanto ha detto Cristian Colacchi, tassista a Roma in un'intervista al Corriere Della Sera dove nel dialogo si cerca di capire i perchè delle rivolte tassinare che hanno indetto scioperi e disagi nei giorni scorsi. Non si fanno sconti perchè non si vendono scarpe, immaginate se non facessero sconti a chi vende le auto a coloro che vogliono prendersi la licenza di tassista...



