Saturday, April 30, 2011

Chi c'è in magistratura?

"Via le BR dalle procure" - così cita il manifesto che ad aprile fu affisso per le strade di Milano, denunciando un fatto alquanto grave. Dire che le BR esistono nelle procure significa che la giustizia è di parte, una parte molto pericolosa. Chi c'è dietro questa provocazione che ha attirato la stampa nazionale ed anche il capo dello stato Napolitano? Ex sindaco di Turbigo  Roberto Lassini si prende la colpa per questa campagna forte che ha fatto girare molte teste, e fatto chiedere molte domande su quale sia lo stato vero delle procure e dei suoi membri dal punto di vista politico. 
Lassini ha un motivo specifico per il quale ha fatto tappezzare Milano con quei manifesti, un motivo cupo che è costato 42 giorni di carcere e cinque anni di processi per avere il suo nome ripulito da qualsiasi diceria. Viene prosciolto con formula piena, un rimborso misero di cinquemila euro e la propria carriera politica allo sfascio. -Chi c'è in magistratura che agisce così tanto da ricevere l'appellativo di BR?- qualcosa c'è e si muove con un movente politico ben preciso che segue uno schema politico di parte. 
La dottrina comunista creatasi dal pensiero sovietico di Lenin delinea particolari strategie da usare contro il sistema capitalista. Per sconfiggere il nemico 'occidentale' è necessario infiltrarsi in posizioni di potere accademico e giuridico per influenzare seriamente il sistema, occupando ruoli di insegnamento in scuole ed università assieme ai tribunali. Nell'ambito di quest'ultimo si è creata, in Italia, una corporazione sovietica composta da avvocati e magistrati che partendo negli anni settanta è riuscita ad imporsi nei luoghi più cruciali del sistema giuridico italiano. Gli anni di piombo vedono come la magistratura sia il vero bersglio delle BR che volevano molti magistrati morti per mandare segnali agli italiani, ma sopratutto verso la politica e l'imprenditoria di quel tempo.
Berlusconi grida esageratamente di continuo che il 'lupo rosso' è in agguato, ma esiste un fondo di verità che gli concede di analizzare lo stato della giustizia italiana. Però esistono anche magistrati che politicamente sono neutri e di conseguenza vengono usati come strumenti da politici di fazione opposta al governo del Pdl/Lega per motivi ben precisi. Ecco avvenire uno spreco enorme di risorse, tempo e denaro per inseguire chimere fantastiche che gli italiani pagano di tasca propria che potrebbero essere impiegato per scopi giuridici ben più importanti.

Friday, April 29, 2011

La stampa nel paese dei balocchi

Massimo Ciancimino è ancora una volta sotto i riflettori per quanto riguarda le sue ennesime dichiarazioni contro il mondo politico e delle istituzioni governative. Il padre, Vito Ciancimino, fù sindaco di Palermo dal 1970 al 1971 per la DC e membro della cosca criminale di Corleone, condannato per collusione con la mafia, truffa, falso in bilancio e corruzzione; muore misteriosamente il giorno dopo la sentenza di colpevolezza di Giulio Andreotti nel 2002.
Ciancimino junior è arrestato e sotto inchiesta del CSM che lo vede al centro della veridicità delle sue accuse verso le quali il pubblico ministero Ingroia indaga. Le imputazioni a suo carico sono calunnia e truffa. Lo stesso Ingroia da due anni a questa parte lo sta facendo parlare non da pentito ma da 'testimone di giustizia'. Le accuse da lui fatte arrivano fino ai massimi vertici della politica italiana connettendo il Presidente Berlusconi alla mafia, ed insieme a lui molte altre figuri illustri appartenenti alle forze dell'ordine.

Queste accuse hanno fatto il giro dei media molto velocemente tanto che la stampa ha preso d'impeto questa situazione per sparare a zero contro Berlusconi (ancora). Ciancimino jr viene ospitato alla trasmissione Anno Zero di Santoro per tre volte facendo dichiarazioni molto pesanti che però non hanno alcun fondamento. Sono spuntate carte personali del padre verso le quali i magistrati hanno dubitato la loro autenticità e anche qualche lettera personale.
Di tutto questo trambusto la stampa non si è presa pegno di controllare se quello da loro riportato fosse minimamente vero, anche in parte. Ma in uno scenario politico fatto di colpi bassi e scoop, tutto fa brodo, anche al costo di tirare del fango a tutto il governo per un periodo di tempo indeterminato.

Massimo Ciancimino viene sopreso da una  intercettazzione ambientale a Reggio Calabria nel dire di non preoccuparsi di quello che avrebbe detto in televisione. Tempo fa alcuni pentiti mafiosi (certificati) avevano avvertito i magistrati che la mafia avrebbe usato tattiche nuove creando dei finti pentiti per depistare le indagini antimafia. 
Questo è un indizio che fa preoccupare come i giornali abbiano dato così tanta credibilità ad una figura così sinistra che dal nulla ha creato un paese dei balocchi dove la stampa non ha fatto altro che entrarci dentro dicendo "Grazie!".

Thursday, April 28, 2011

Il mortaccione

Osservate la sequenza di queste foto. Si tratta dell'ex deputato IDV Domenico Scilipoti che si concede in galanterie sdolcinate con Giuseppina Castiello del PDLQuesta scena mi ricorda i film del dopoguerra quando si raccontava una realtà italiana, in bianco e nero, poco diversa da quella che esiste oggi; cone storie dove si trova il politico fanfarone e mortaccione nei suoi imbrogli e intrallazzi. 

E' quasi imbarazzante avere scene di questo tipo nel parlamento italiano sapendo che i nostri politici sono sempre sotto i riflettori. E' ancora più imbarazzante vedere come sia cambiato poco da quelle pellicole di una volta, mettendo in dubbio la serietà dei parlamentari agli occhi del popolo, ma anche della stampa internazionale.

Non importa di quale partito faccia parte il mortaccione, è una sceneggiata tipicamente cafona all'italiana che esprime quanto poveramente educati sono certi politici. Non è una questione di galateo, ma di bon-ton verso gli italiani stessi che oramai si sono stufati di vedere queste immagini così pacchiane.


L'indole del maschio mortaccione è quella del lusingatore esperto il quale si è dato alla politica per la sua qualità di falso oratore. Ma il bello di tutto ciò è che l'atteggiamento sdolcinato del leccaculo è il ritratto un po' generale dell'italiano mediocre che si comporta allo stesso tempo come il suo politico e lo vota per diretta somiglianza.


Wednesday, April 27, 2011

La stagnazione dell'informazione

Se prendete in mano uno dei quotidiani in edicola, troverete come l'assortimento delle notizie persiste sugli stessi argomenti da troppo tempo a questa parte. A parte il carosello Berlusconi, che dal punto di vista giornalistico sta perdendo freschezza e forse anche interesse da parte degli italiani, ma è divenuto difficile trovare notizie su ciò che accade all'estero al difuori di disgrazie naturali come il terremoto in Giappone e la guerra in Libia.
Sembra che alla stampa italiana non importi più di informare su quello che accade oltre ai nostri confini. Qualche notizia di dissapori con altri politici dell'Europa unita, qualche trafiletto sul presidento americano Barak Obama; ma per il resto è difficile leggere notizie di vita ed attualità di altri paesi, rendendo le testate italiane rafferme.
Quello che spunta in maniera abbondante è il gossip che sembra non abbia confine. Da gennaio le notizie principali da Londra sono i preparativi per il matrimonio reale della nuova coppia che si sposerà: i fatidici William & Kate. 
La pagina degli esteri di molti quotidiani è padroneggiata da notizie tristi e a volte macabre che purtroppo descrivono la realtà odierna, ma l'alternativa è quella di acquistare inserti su insterti per conoscere e studiare come vivono all'estero le persone, come la pensano su di noi.
La curiosità è diminuita dispetto a qualche tempo fa, oppure gli altri mezzi di comunicazione hanno tolto la parola ai quotidiani ed alle televisioni?

Monday, April 25, 2011

Festa di liberazione che non ha più significato

 Il 25 Aprile significa una data storica ben precisa che sembra appartenere solamente ad una parte dell'Italia. In questa fatidica data si ricorda la liberazione dai fascisti e nazisti di città come Genova, Milano, Verona e Torino; ma non la fine del secondo conflitto mondiale. E' una data incentrata sull'esito dei combattimenti che i partigiani comunisti ed anarchici hanno ottenuto nelle città del nord, una vittoria da parte di una fetta di popolo che ha fatto la guerra contro gli italiani, contro se stessi, che ha messo alla gogna senza fare discriminazione proprio come hanno fatto i loro nemici. I partigiani, con la scusa della lotta, hanno fatto lo stesso sporco lavoro del loro nemico, facendo sembrare questa liberazione solamente una vendetta personale per la presa del potere in uno scenario post-bellico ancora da scrivere.
Anno dopo anno questa festa perde il suo valore perchè non rappresenta più nessuno dal punto di vista storico. Il fascismo è morto, il comunismo è morto dove era nato, ma i paesi come l'Italia non hanno voluto ammettere che la falce e martello non ha più posto e non l'aveva già all'ora quando la Perestroika iniziò e subito dopo il muro di Berlino fu abbattuto.
-Perchè in Italia il diniego continuo?- Perchè l'apparato statale in stile sovietico ha da sempre garantito ai politici una pappatoia di risorse sostenuta dal popolo fatta di fondi statali e risorse umane non usate o addirittura sprecate. Ecco il motivo perchè la falce e martello ha continuato la sua esistenza fino al 21esimo secolo nelle elezioni di questo paese.
Il tempo va avanti e mentre gli altri paesi europei guardano al futuro, l'Italia ancora vuole far ricordare quello che gli italiani non vogliono: un passato da dimenticare.