Saturday, May 31, 2014

Il rilancio estetico di Milano


Le città famose attorno al mondo sono caratterizzate in modo peculiare dall'estetica dell'architettura. I famosi punti di interesse come la torre Eiffel a Parigi, la Sagrada Familia di Barcellona, la CN Tower di Toronto, fanno parte dell'entità urbana che danno forma al suo orizzonte, al suo 'skyline'.
Milano rivede l'abitabilità di Porta Nuova, il quartiere Isola, toccando stazione Garibaldi, palazzo della regione, e gli isolati limitrofi, creando un ringiovamento architettonico che era dovuto da molto tempo, forse da quella decade post Pirellone e della 'Milano da bere'. 

Il Corriere Della Sera illustra in un carosello di foto le opere nuove eseguite nell'area centrale nord-ovest, la quale porta un vento di modernità che slancia il capoluogo lombardo verso una migliore estetica urbana. Il ponte ciclabile e pedonale che attraversa via Melchiorre Gioia è parte dei 900m di sentiero ecologico che passa tra le torri di cristallo, il Bosco Verticale, e le dovute aree verdi che Milano necessitava. E' il 'pugno nell'occhio' nel grigiore che si aspettava da tempo per rompere la monotonia cementizia squadrata che ha caratterizzato la città per troppo tempo.

Il consiglio è quello di munirsi della propria bici ed esplorare le nuove aree durante il weekend, magari seduti a prendere un caffè per ammirare il frutto del design che per un attimo sembra di trasportarvi in una metropoli nord europea; per poi rimettersi in sella e riscoprire la 'vecchia' Milano pedalando a sud verso i navigli dove ci si può fermare per prendere qualcosa da bere e chiedersi quando sistemeranno la Darsena.

Monday, May 26, 2014

Precari, forconi, caproni



Non è più chiaro se quello che sta accadendo nella società italiana sia un sintomo passeggero, oppure un lungo malore del quale nessuno si vuole curare. Le lunghe lamentale seguite dalle proteste di piazza sono ricordi del passato; forconi che inneggiavamo a rivolte civili giacobine sono sfumate, svanite come il biango dei pioppi al vento. La cantilena del malumore del paese è ora in sordina, ma tra poco ritornerà in auge come canti alpini alle feste di paese.

Ora esiste solo l'eco della vittoria, l'eco dei festeggiamenti, delle risate, degli schiamazzi da gomito alzato; per ora la situazione è euforica e lo è per il partito che alle elezioni europee ha sbancato. Il Partito Democratico è brillo e contento, meno lo sono gli elettori del Movimento 5 Stelle ed i suoi comandanti. La destra è rimasta frastagliata in vari segmenti che si aspettavano una fetta della torta, ma la festa è riservata solo alle sinistre. Berlusconi grigna e da un angolo osserva il dopo partita ed i suoi risultati; sì, perchè tra i due litiganti il terzo gode e la prova per l'ex cavaliere è stata superata: Forza Italia è ancora lì nonostante gli eventi giudiziari del suo leader.

Quello che rimane incerto è cosa rimane in testa agli italiani e alle loro aspettative sociali e politiche. Durante l'inverno abbiamo assistito alla ferocia popolare pronta ad agire perchè stanca degli abusi della politica sui cittadini, ma che si è smentita alle urne proprio quando aveva in mano l'arma giusta per voltare pagina. 

Grillo ha optato per una strategia d'impatto troppo forte per gli italiani, la si può usare in altri paesi come nel Regno Unito oppure il nord America, ma in Italia no; troppo violenta e traumatica, tanto da scomodare il cittadino alle urne. La forza d'urto della campagna del M5S è stato un colpo di artiglieria troppo potente, troppo ambizioso e per molti considerato anche troppo insolente.

Ora tutti a casa a cercare di capire cosa è andato storto mentre gli italiani, contenti degli ottanta euro in busta paga, sono riusciti a campare fino a domani e ad appoggiare la testa sul cuscino addormentandosi mentre nell'aria echeggiano le risate, gli schiamazzi da gomito alto.

Sunday, April 20, 2014

Fuga a sud-est


Scappa Marcello Dell'Utri dall'Italia e prende la strada di Damasco, quasi, poichè si tratta del Libano e più precisamente la meta è Beirut. La capitale libanese fu in passato la Monaco del Mediterraneo orientale con i suoi lussi e pregi; ora è un via vai di intrighi ed intrecci politici che troppe volte marcano violenze terroristiche internazionali.

Il braccio destro di Silvio Berlusconi fugge con 50 kg di bagaglio dopo una condanna a sette anni per concorso esterno con cosa nostra, il che non rappresenta un soggiorno breve, ma più che altro una sosta lunga, molto lunga, forse perenne. La procura di Roma ufficializza la sua latitanza, ma già dal 25 marzo 2013 il sostituto procudatore Luigi Patronaggio avrebbe chiesto l'arresto di Dell'Utri, molto probabilmente il sospetto di una fuga all'estero era già nell'aria date la sfilza di processi ed imputazione a suo carico per la stretta vicinanza con la mafia.

La debolezza politica di Berlusconi sta rendendo deboli i suoi collaboratori, i suoi amici, e quelli che devono essere protetti dalla giustizia; anche perchè la sentenza del 1°agosto del 2013 per frode fiscale e falso in bilancio ha avuto il suo peso fiscale, mediatico, e politico. Non essendo più al governo, Forza Italia con Berlusconi si trova allo scoperto, non può più muoversi come faceva in passato per coprire le sue operazioni losche; a seguire arriveranno altre sentenze che potranno passare in giudicato, concludendo definitivamente la presenza dell'ex Cavaliere in politica.

La burocrazia è la miccia che si pone temporaneamente tra la situazione attuale e la detenzione di Dell'Utri; rimane da sbrigare la documentazione necessaria per l'espatrio in Italia con la speranza di non incappare in cavilli internazionali o diplomatici che risulterebbero in un ritardo.

Sunday, February 2, 2014

Linguaggio parlamentare


Il fattore più importante di questi giorni di scontri in parlamento è la strategia del linguaggio. Nello scambio di accuse tra il PD ed il M5Ss si è intravisto una dialettica affilata come una lama, pronta a colpire per creare profonde ferite con l'intento di far sanguinare il più possibile. I toni si sono alzati perchè la posta in gioco si è alzata, e con essa tutta la credibilità dell'attuale governo che ha problemi ad uscire dal suo stato comatoso. Il particolare è visibile nelle parole scelte per colpire l'avversario: grezze da parte del M5S, più spinte da quelle del PD. Ma il populismo di Beppe Grillo è notorio e autocertificato da egli stesso più volte; parole che nascono dallo sconforto di una politica che non funziona e che si è allontanata parecchio dagli italiani. La strategia del governo e dei suoi membri punta al marchio a fuoco, usando parole forti e paragonando i grillini ai fasciti che usano metodi da Gestapo. Questa strategia è molto pericolosa poichè può diventare controproducente, specialmente dal presidente della camera Boldrini, la quale rappresenta l'imparzialità, o dovrebbe; si corre il rischio di esagerare con i termini ed allo stesso tempo di imporsi contro gli altri proprio da squadristi, apparendo allergici alle critiche.
Il difetto del M5S è di non sapere incanalare bene la propria rabbia, correndo il rischio di sparare in modo furioso contro tutti; nessuno vorrebbe rimanere solo quando sono tutti messi alla gogna, anche perchè si mette a repentaglio il proprio status di credibilità. Il "giornalista del giorno" che appare sul sito di Grillo è stata una brutta mossa, non si fa altro che buttare benzina sul fuoco. E' necessario essere criticati senza perseverare nel battibecco che alimenta solo ulteriori irritazioni.
Il governo deve darsi una mossa perchè il tempo sta passando in fretta, e gli italiani stanno finendo la pazienza. Se il PD avesse fatto bene il proprio lavoro, come da mandato, ci sarebbero molte meno critiche e forse più plausi, ed è ovvio che le critiche arrivino solo dal M5S essendo l'opposizzione politica unicamente attiva a riguardo; mentre Forza Italia rendiconta e dialoga con Renzi, gli altri piccoli partiti stanno in silenzio ed osservano dove tira il vento.

Sunday, December 8, 2013

La lunga fila allo sportello Italia

C'è una grossa fetta di italiani che da molto tempo sta facendo la fila allo sportello "normalità", una fila lunga, interminabile che logora coloro che stanno in piedi per molto tempo. Dietro questo sportello c'è  un solo impiegato che si chiama politica, e che è molto lento nello sbrigare le pratiche di quelli italiani che sono in fila da molto, da anni, da decenni. La "normalità" è la pratica più difficile e lunga da svolgere per lo sportello, il quale funziona a modo suo, con picchi di efficienza quando conviene; purtroppo altre volte funziona male.
Gli italiani stanno facendo la fila aspirando verso un'Italia normale e che possa uscire da questa situazione; la nazione versa in uno stato comatoso, un rigor mortis di stabilità cimiteriale dove non si sa cosa stia facendo il parlamento.
C'è forse troppa fiducia in questo governo di larghe intese che non da segni di vita?- I cittadini si chiedono se effettivamente il parlamento stia funzionando, se le emergenze sono state risolte o se i politici stiano lavorando. I ministri sono pieni di crepe e più volte hanno mostrato le loro debolezze, troppi scivoloni, troppi errori che costano cari alla loro credibilità. Dal ministro della giustizia cancellieri e le sue telefonato con i pregiudicati Ligresti, per poi passare alle De Girolamo e le sue manie di potere che le sono costate la poltrona.
Passerà il tempo e gli italiani continueranno a fare questa fila, nella speranza di trovare una squadra politica che non si contraddica, o tantomeno faccia il suo lavoro come per incarico. Nel frattempo i malumori cresceranno perchè lo sportello funzionerà sempre più lentamente, e sempre più a modo suo; queste pratiche non saranno mai sbrigate.

Monday, December 2, 2013

I metodi contrattuali e la bassa formazione professionale

Se una volta l'ambizione di trovare un posto di lavoro adeguato era una priorità degli italiani; cosa è diventato ora che l'occupazione è a picco?- Progressivamente ci stiamo abituando ad abbassare le aspettative nel campo professionale, disperati e traumatizzati da una situazione del mondo del lavoro che non è riuscito a creare posti di nuovi, complice la crisi, ma esiste anche il fattore tassativo che il governo esercita sulle aziende. Il costo del lavoro è troppo alto e le imprese italiane sono impotenti di fronte a ciò; assumere nuovo personale con un contratto giusto, come accade nel resto dell'Europa, è divenuto un miraggio per molte persone, specialmente giovani e neolaureati. 
Il fattore "contratto" è  una questione delicata che evidenzia anche il brutto vizio nel non garantire un minimo salariale, infatti in Italia non esiste una legge che garantisca il minimo stipendio, tantomeno un minimo garantire per ora di lavoro. Tale contrattazione è gestita dalle parti, ovvero tra il lavoratore ed il datore; purtroppo questo cavillo burocratico ha permesso a migliaia di imprese di sfruttare il personale, di offrire posizioni e mansioni con retribuzioni fatiscenti oppure non retribuite affatto. Partendo dagli stage sottopagati, ma che comunque impone al lavoratore candidato di lavorare a tutti gli effetti come uno stipendiato regolarmente; molte volte senza ricevere la formazione necessaria, oppure con risorse molto limitate.
Contratti a tempo determinato che non vengono rinnovati per reciclare il personale, in modo tale da sottopagare continuamente la forza lavoro; allo stesso tempo le aziende pretendono risultati investendo poco o nulla verso il proprio organico. Qui si ha come risultato una forza lavoro poco qualificata che fornisce una prestazione non adeguata, con risultati che indeboliscono la produzione, il fatturato, ed il prodotto interno lordo. Le condizioni di lavoro vanno via via a logorare le aziende, le quali si trovano una forte concorrenza specialmente proveniente dalla Cina e da altri paesi asiatici, i quali offrono gli stessi prodotti eseguiti in Italia, ma ad un costo basso; ergo, il problema del Made in Italy che soffoca.
Il forte disinteresse dei sindacti nel proteggere le nuove classi di lavoratori esposte agli abusi, non ha fatto altro che dare carta bianca a troppe aziende italiane del dettare le proprie condizioni; condizioni spietate vero lavoratori che hanno un bisogno primario di un impiego per sostenere la propria famiglia. Da qui si va a ribasso nell'erogazione degli stipendi, come un'asta che scende fino ad indebolire i salari; infatti l'Italia ha una media di € 1280 per mese, inferiore rispetto alla media europea, con casi dove lavoratori si trovano costretti ad accettare contratti con impieghi full-time, ma con salari da part-time che sono sotto la soglia dei € 1000 euro mensili. E' veramente una miseria ricevere tale guadagno e mantenere le persone a carico, pagare mutui, bollette, spese alimentari, ed altri bisogni; basti pensare come la necessità di andare dal dentista vada a mettere in difficoltà le famiglia italiane ed il loro budget. Ma a tutto ciò non importa alla classe politicia, non importa se la dignità degli onessti lavoratori sia stata calpestata dalle cartelle esattoriali del fisco, o da coloro che fanno debiti con le banche per pagare le tasse. Ma la vera novella degli ultimi anno è quella che vede il boom di partite IVA aperte; non da esercizi nuovi, negozi o simili, come vuole farci credere il governo nelle sue statistiche, ma da aziende che propongono questo metodo per non offrire i contratti di lavoro, per non pagare tasse e contributi dei loro pseudo-dipendenti. Non solo, infatti esistono casi dove gli stipendi bassi vengono erogati sotto forma di prestazione da chi emette fattura, aggirandosi attorno agli € 800 euro mensili, ma vengono affiancati dai fantomatici "rimborsi" da € 400 euro circa, i quali non sono tassabili e che vanno a formare la parte della vera retribuzione percepita dal lavoratore; quindi esiste un'evazione fiscale sistematica da parte di certe aziende. Dal campo della formazione del lavoro alla distribuzione, la pratica del sistema a partita IVA con rimborso è diventata prassi; c'è da capire se è per colpa del forte costo del lavoro, oppure dal solito sistema dei furbetti per evitare di pagare le tasse.

Thursday, January 19, 2012

Liberalizzare un paese borbone

Il sud caratterizzato dal periodo reale dei borboni del 19esimo secolo non è tanto lontano dalla realtà di oggi perchè quello che è rimasto è una forte eredità socio-culturale negli italiani. Poteri forti ed abitudini centenarie sono i blocchi frenanti che non ammodernizzano l'Italia nonostante il consumo di massa di gadget tra telefonini, pad e computer. Il nodo principale è l'attrito che i rappresentanti della politica, dai comuni al parlamento, pongono a causa della loro visuale arcaica ideologica, la quale si riflette immediatamente sul nostro paese. Del resto l'età media dei parlamentari a Roma è alta, troppo alta per un paese che ha bisogno di aria fresca in un periodo che richiede forti liberalizzazioni promesse e mai fatte dal governo Berlusconi e nè tantomeno proposte come contropartita dalla sinistra. 
C'è bisogno di liberalizzare un paese che è pieno di gilde, di gruppi para-massonici che al difuori della politica influiscono troppo sui cittadini italiani. Un'inflazione troppo pesante per stipendi troppo bassi che non sono allienati con i tempi e tantomeno con il resto dell'UE. 
Taxi, farmacie e quant'altro sono la punta dell'iceberg per sciogliere il nodo in stile borbonico che tiene l'Italia, dal punto di vista sociale, arretrato e troppo vicino al Gattopardo fatto di conti, marchesi e tutta l'aristocrazia che oggi è fatta di politica ingorda di vitalizi e pensioni dorate.

Le tensioni di questi giorni tra tassisti e governo ci riaggiorna sul fatto che i servizi a numero chiuso devono stare per lucrare al massimo e ostacolare ogni liberalizzazione che possa portare concorrenza. C'è chi dice di no, ma purtroppo è così dato che i prezzi delle corse sono troppo alti e persistono tassisti spudorati che imbrogliano turisti italiani e stranieri i quali amareggiati difficilmente si fideranno ancora dei una macchina bianca.


«Fare sconti? Mica vendo scarpe»



E' quanto ha detto Cristian Colacchi, tassista a Roma in un'intervista al Corriere Della Sera dove nel dialogo si cerca di capire i perchè delle rivolte tassinare che hanno indetto scioperi e disagi nei giorni scorsi. Non si fanno sconti perchè non si vendono scarpe, immaginate se non facessero sconti a chi vende le auto a coloro che vogliono prendersi la licenza di tassista...