Sunday, April 20, 2014
Fuga a sud-est
Scappa Marcello Dell'Utri dall'Italia e prende la strada di Damasco, quasi, poichè si tratta del Libano e più precisamente la meta è Beirut. La capitale libanese fu in passato la Monaco del Mediterraneo orientale con i suoi lussi e pregi; ora è un via vai di intrighi ed intrecci politici che troppe volte marcano violenze terroristiche internazionali.
Il braccio destro di Silvio Berlusconi fugge con 50 kg di bagaglio dopo una condanna a sette anni per concorso esterno con cosa nostra, il che non rappresenta un soggiorno breve, ma più che altro una sosta lunga, molto lunga, forse perenne. La procura di Roma ufficializza la sua latitanza, ma già dal 25 marzo 2013 il sostituto procudatore Luigi Patronaggio avrebbe chiesto l'arresto di Dell'Utri, molto probabilmente il sospetto di una fuga all'estero era già nell'aria date la sfilza di processi ed imputazione a suo carico per la stretta vicinanza con la mafia.
La debolezza politica di Berlusconi sta rendendo deboli i suoi collaboratori, i suoi amici, e quelli che devono essere protetti dalla giustizia; anche perchè la sentenza del 1°agosto del 2013 per frode fiscale e falso in bilancio ha avuto il suo peso fiscale, mediatico, e politico. Non essendo più al governo, Forza Italia con Berlusconi si trova allo scoperto, non può più muoversi come faceva in passato per coprire le sue operazioni losche; a seguire arriveranno altre sentenze che potranno passare in giudicato, concludendo definitivamente la presenza dell'ex Cavaliere in politica.
La burocrazia è la miccia che si pone temporaneamente tra la situazione attuale e la detenzione di Dell'Utri; rimane da sbrigare la documentazione necessaria per l'espatrio in Italia con la speranza di non incappare in cavilli internazionali o diplomatici che risulterebbero in un ritardo.
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