Siamo un paese unito che da 150 anni vive sotto un'unica bandiera, ma parla a fatica un italiano corretto. Dialetti e varianti si ramificano ovunque come i piatti della cucina che variano da provincia a provincia, andando a nozze con il pensiero diverso tra cittadini della stessa regione.
L'Italia è fisicamente unita sulla carta, purtroppo non lo è dal punto di vista morale presentando troppe differenze, ancora oggi, tra nord e sud, non solo e la filosofia di vita degli italiani non aiuta al processo di omogeneizzazione. Troppi tirano acqua al proprio mulino lasciando secche ovunque e senza troppi scrupoli, così il sogno di Cavour non è ancora stato del tutto realizzato poichè il bel paese risulta unito nelle cartine e manca il patriotismo nazionale che abbiamo sempre invidiato ai francesi.
Forse la nostra unione è stata un atto impulsivo vedendo come gli altri paesi europei rinascevano più forte di prima, in un periodo chiamato risorgimento che avrebbe dovuto lanciare l'Italia verso l'era moderna con tanto di frac e tuba, ma inaspettatamente il desiderio di entrare nell'alta società si è arenato e ci siamo accontentati di una stentata borghesia fatta di furbetti e mafiosi.
Forse ci meritiamo tutto ciò, tutte le disgrazie sociali e politiche che ci tiriamo addosso quasi in un modo volenteroso e facendolo apposta per poi piangere davanti a tutti gli altri paesi per la nostra lussuria, ingordigia, ecc. Forse ci meritiamo di stare in questa posizione che non è carne nè pesce. Sembra stare sul bagno asciuga credendo di poter godere delle due cose, purtroppo è il contrario e vogliamo mettere due piedi in una scarpa.
Ci rimangono in mano questioni settentrionali come la TAV e questioni meridionali come il ponte di Messina che non accadrà, però non possiamo accusare l'odiato Berlusconi di non essere ambizioso perchè ha saputo lanciare grandi progetti che non vedevamo dall'epoca del fascismo.
Abbiamo rinunciato al ponte che avrebbe unito dal punto di vista logistico la Calabria con la Sicilia facendo smuovore il commercio con molta più fluidità e senza traghettare il tutto via mare. Le grandi strutture esistono in tutto il mondo, basti vedere come il ponte che unisce la Danimarca alla Svezia sia stata un'idea geniale. Tornando indietro nel passato ponti come il Golden Gate di San Francisco e quello di Brooklyn a New York abbiano fatto la storia per l' audacia di osare e sfidare i cattivi pensieri di coloro che dicevano che quello di Brooklyn avrebbe facilitato la mafia italo-americana. Eppure un ponte è molto singolare perchè diviene un punto di traffico controllabile a mo' di collo di bottiglia.
Stanare la TAV al nord significa continuare a stare con un piede negli anni cinquanta e con l'altro nell'era digitale facendoci sembrare non solo trogloditi ma anche bigotti, già lo stiamo diventando evitiamo lo scivolone totale. Costruire grandi imprese significa unire il paese in modo tale che i propri cittadini possano veramente calcare il proprio territorio nazionale senza ostacoli o limitazioni. Bisogna far sì che le famiglie italiane possano spostarsi rapidamente per lavoro e per le vacanze nel modo più rapido scegliendo il treno veloce come fanno già da molti anni in quasi tutti i paesi europei.
L'unità d'Italia si basa anche sul fatto di poter esplorarne il territorio scambiando idee a storie tra italiani che si vogliono ancora bene e che non si pugnalano alle spalle per l'ultimo parcheggio disponibile.