Saturday, August 20, 2011

American dream, il sogno negato a tutti

La frase famosa che echeggia negli spiriti delle persone oneste e fiduciose, specialmente quelle americane, è diventata un'esca sociale paragonabile al bastone e la carota. The American Dream- ovvero il sogno americano promesso a tutti nella terra dei liberi fatta da uomini e donne che si sono sempre rimboccate le maniche per mandare avanti il proprio paese ed i loro progetti. 
Un tempo non era un sogno banale o scontato come può essere visto oggi, ma bensì una destinazione che avrebbe portato ad altri orizzonti ben più lontani e garantito ad altre generazioni lo stesso trionfo. Il sogno consisteva nella prosperità e nel proprio successo per migliorare la posizione e qualità di vita in un continente nuovo privo di vecchi monopoli Europei, tassazzioni extra ed antiche logiche e despotismi aristocratici.

La promessa era semplice e nel tempo ha subito mutazioni adattandosi nel tempo, ma la base era fondamentalmente sempre la stessa, del resto la ricerca di felicità e stabilità economica sono sempre stati i desideri primari di ogni essere umano civile. La spensieratezza che ha origine dalla prosperità nel proprio lavoro e famiglia ha sempre avuto aspetti positivi sull'economia che vanta una classe sociale media che costituisce la spina dorsale di ogni paese industrializzato.

Anche in Italia abbiamo sempre avuto il sogno di poter diventare autosufficienti ed emancipati per costituire un nuovo nucleo familiare. La differenza qualitativa nello stile di vita ha subito nel tempo di una generazione un declassamento notevole dove il lavoro non è più fonte di garanzia economica. Eppure i nostri genitori sono riusciti a fare sacrifici e a darci quello che ci mancava, a volte troppo spesso, però hanno iniziato il loro percorso in un periodo di stabilità economico-finanziaria che ha garantito loro di portare avanti e concretizzare i loro progetti.

Il sogno di oggi per molti giovani, sopratutto, è quello di trovare un lavoro per non dipendere più dai propri genitori in un'età non più giovane. Il diritto ad un salario dignitoso per condurre uno stile di vita sobrio e senza pensieri è stato negato da una catastrofica cieca ostinazione nel dare completa fiducia di prosperità nazionale ai mercati finanziari; ed il dovere di contribuire verso la propria società è consequentemente ostacolato dalle condizioni sfavorevoli in cui le persone si stanno trovando.

Cala la qualità della vita ed immediatamente il denato che entra a fatica nelle tasche non viene speso come una volta, non vengono spesi più tanti soldi come lo si poteva fare una volta (non troppo tempo fa) e la stagnazione sta lentamente soffocando la società, la quale non ha via di scampo.

Non è più possibile puntare al sogno dell' indipendenza, della casa, dell' auto o di avanzare nel lavoro e di fare ulteriori progetti poichè non è più possibile in un sistema economico simile ad un tavolo di Black Jack. 
I nuclei familiari stanno diventando sempre più meno diffusi e porteranno i popoli delle nazioni occidentali a cambiare radicalmente il proprio scopo di vita, focalizzandosi sempre più su se stessi, facendo così da aumentare il livello di egoismo nella società la quale risponde non più con proteste ma con rivolte che lasciano il segno per le strade e sui giornali di più paesi.

Ma se esistono persone che sono in difficoltà o non ce la fanno allo stesso tempo il rovescio della medaglia è sproporzionato per la percentualità di strapotere economico che pochi elite hanno e tengono nelle proprie mani al sicuro dai bisognosi. Non si tratta di fare la carità o di seguire le dottrine di Marx, ma basta garantire risorse verso la popolazione affamata di lavoro che merita molto più dei ricchi tutto quello che non gli viene dato. 
Dopo le fallite operazioni di investimenti nazionali da parte dei governi per salvare le banche, nulla è cambiato, anzi, il prossimo autunno sarà ancora più difficile di quello precedente specialmente per quanto diguarda il lavoro e la disoccupazione giovanile. 

A breve trascenderemo in uno stato dove sognare sarà impossibile o forse anche vietato, e a quel punto trovo difficile immaginare che questa società possa tornare indietro sui suoi passi per riparare ai propri errori; sempre che se ne accorga di quelli fatti.

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