Il 25 Aprile significa una data storica ben precisa che sembra appartenere solamente ad una parte dell'Italia. In questa fatidica data si ricorda la liberazione dai fascisti e nazisti di città come Genova, Milano, Verona e Torino; ma non la fine del secondo conflitto mondiale. E' una data incentrata sull'esito dei combattimenti che i partigiani comunisti ed anarchici hanno ottenuto nelle città del nord, una vittoria da parte di una fetta di popolo che ha fatto la guerra contro gli italiani, contro se stessi, che ha messo alla gogna senza fare discriminazione proprio come hanno fatto i loro nemici. I partigiani, con la scusa della lotta, hanno fatto lo stesso sporco lavoro del loro nemico, facendo sembrare questa liberazione solamente una vendetta personale per la presa del potere in uno scenario post-bellico ancora da scrivere.
Anno dopo anno questa festa perde il suo valore perchè non rappresenta più nessuno dal punto di vista storico. Il fascismo è morto, il comunismo è morto dove era nato, ma i paesi come l'Italia non hanno voluto ammettere che la falce e martello non ha più posto e non l'aveva già all'ora quando la Perestroika iniziò e subito dopo il muro di Berlino fu abbattuto.
-Perchè in Italia il diniego continuo?- Perchè l'apparato statale in stile sovietico ha da sempre garantito ai politici una pappatoia di risorse sostenuta dal popolo fatta di fondi statali e risorse umane non usate o addirittura sprecate. Ecco il motivo perchè la falce e martello ha continuato la sua esistenza fino al 21esimo secolo nelle elezioni di questo paese.
Il tempo va avanti e mentre gli altri paesi europei guardano al futuro, l'Italia ancora vuole far ricordare quello che gli italiani non vogliono: un passato da dimenticare.
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