Monday, October 31, 2011

Molto rumore per nulla

La primavera araba non era altro che un autunno caldo a fronte di cambiamenti politici mirati a togliere di mezzo i dittatori quasi secolari, i quali erano solamente personaggi scomodi dal punto di vista mediatico, perchè in contrasto con il modernismo secondo il modello dell'ovest. 
La stampa grazie ai governi ha reso un'immagine macabra di quei personaggi che hanno governato i paesi del nord Africa paragonandoli ai vecchi leader totalitati condannati dalla storia all'oblio perenne. Purtroppo la gioventù che è scesa nelle piazze non è dello stampo a forma 'occidentale' e con morali laiche e capitaliste, ma invece persistono vecchi rancori da riesumare dal punto di vista spirituale che spingono ancora a vecchie vendette.

Ora che i nuovi governi di Libia, Tunisia ed Egitto verranno eletti tramite un processo di voto aperto, tornerà il fondamentalismo islamico in versione aggiornata, cioè senza il filtro dittatoriale che da tempo ha tenuto a bada gli estremisti religiosi in quei paesi. Del resto Gheddafi l'aveva detto che l'alternativa a lui sarebbe stata quella di un governo dove il fanatismo ed un possibile appoggio da parte di Al Quaeda avrebbe potuto prendere il potere nel nome di un processo democratico sotto mentite spoglie. Gheddafi lo diceva ma eravano tutti distratti dal''assordante baccano che la'democrazia' faceva nelle nostre orecchie.

Il giornalista del Corriere della Sera, Antonio Ferrari, spiega come l'integralismo sia il risultato quasi spontaneo come alternativa alla schiera dittatoriale che ha governato i paesi in rivolta africani. Il risorgimento di un altro estremismo ancora una volta religioso.





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