Saturday, May 21, 2011

Attenzione al mondo che vacilla

Da sei mesi a questa parte i popoli sono in rivolta e domandano giustizia perchè saturi dei soprusi della politica.
Tunisia, Egitto, Libia, Algeria, Siria, Yemen, Barhain ed altri stati ancora dal Sarah occidentale fino al medio oriente sono in fermento da mesi. Vogliono cambiamenti per il popolo perchè lo stessso popolo non è più premibile come prima, non si sta ottenendo più niente ed il fondo è stato toccato più volte, come di conseguenza sonos coppiati tumulti e divolte che hanno creato la guerra civile in Libia, ancora adesso in corso.
Negli ultimi giorni ci sono continue protesta a Madrid per svegliare un governo spagnolo addormentato alla giuda nelle politiche di lavoro, specialmente quelle giovanili per coloro al disotto dei trent'anni con una disoccupazione attorno al 40%.
Facciamo mente locale per un attimo: cosa era accaduto in Grecia qualche anno fa? Lotte tra il popolo e le forze dell'ordine per denunciare una condizione di vita dove la dignità viene rubata da riforme politiche sbagliate dettate da istuti bancari troppo forti e da politici corrotti. Anche nel 2009 in Iran gli studenti si sono fatti sentire scendendo in piazza più volte a migliaia ed arrivando quasi a far cadere il presidente Ahmadinejad.

Mentre i censori in Cina fanno di tutto fuorchè non si ripeta quello che è successo a Pechino nella storica piazza Tienenmen nel 1989, in Italia ci interroga se protestare e manifestare abbia ancora senso dopo che il significato di questo gesto è stato usato talmente tanto da anestetizzare gli italiani a qualsiasi atto o giudizio.
Forse gli italiani devono poter ricadere in uno stato sociale da secondo dopoguerra prima di scollarsi dalla poltrona e reclamare ciò che gli appartiene, ma nel frattempo è meglio controllare se è arrivato un messaggio sul telefonino.

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