Thursday, May 26, 2011

La delusione politica dei suoi rappresentanti la si scopre sempre troppo tardi, dopo che si è votato per il candidato o dopo la sua vittoria. Un po' come quando un ospite si prende troppa confidenza a casa vostra mettendo i gomiti a tavola, le dita nel naso o mangiando a bocca aperta.
Il comizio politico a Genzano della governatrice del Lazio, Renata Polverini, deraglia in uno spettacolino da 'bar dello sport' lasciando un po' di amaro in bocca.

Vedere un politico agitarsi come un ultrà della curva contro persone del pubblico non è cosa giusta. C'erano presenti dei contestatori che assistevano al comizio, qualsiasi politico se lo deve aspettare; ma sbraitare frasi poco consone significa abbassarsi ai livelli degli altri e cadere di stile. Questa è una delusione o per meglio dire un disappunto che lascia un po' sbigottiti il pubblico. 


 «Questa purtroppo è la democrazia e ve ne dovete fare una c... di ragione». «Vattene te che con' me caschi male». «Non me faccio mette paura da una zecca come te». E ancora. «Se la fate finita e ascoltate bene, sennò fate come c... ve pare...». «Andate a casa, fateme il c... de favore...»


Purtroppo non esiste un decalogo del buon politico in pubblico perchè le buone maniere dovrebbero essere impartite prima di entrare in politica. In Italia i politici, famosi e non, si esibiscono a volte in un carrè di parolacce che a volte si evolvono in offese in accento romano da film di Vanzina. E' penoso assistere alla scomposizione di un personaggio della politica che si fa prendere dalla rabbia, dalla provocazione davanti a tutti in un occasione di supporto e saggezza verso i propri elettori.
Addio alla pacatezza e alla logica che vengono uccise dalla furia e dall'espediente di rivalsa personale sugli altri.






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