Tuesday, May 3, 2011

Milano: vietato sedersi

E' passato tanto tempo dall'ultima volta che vidi una panchina nel centro di Milano dove sedersi per ammirare l'architettura del capoluogo. Lavoratori, ma sopratutto turisti, potevano usufruire del loro panino e bibita per pranzare o fare uno snack tra i piccioni affamati ed i ghisa con il fischietto in bocca.
Ora, inceve, non esistono più le panchine dove sostare e piazza Duomo è diventata un parcheggio in affitto per eventi sponsorizzati che gonfiano le tasche comunali e non c'è più spazio pubblico dove appoggiarsi se non i bordi dei marciapiedi.

Non ci si siede più perchè Milano è sempre stata quella città dove non ci si ferma mai, quella che una volta era da "bere", neanche a notte fonda e guai a chi si siede. La città di giorno si riempie di lavoratori che vengono da fuori e visitatori che entrano ed escono dai negozi senza comprare niente perchè i soldi sono sempre di meno. 
Vietato sedersi a Milano perchè il comune ha deciso la politica della pausa estirpando ogni oggetto che possa somigliare ad una panchina per spingere la gente, e sopratutto i turisti allocchi, a pagare profumatamente il loro pasto in bar e tavole calde con panini o insalatone a suon di dieci Euro alla volta, bevande escluse. Ai non si sente parlare italiano, ma troviamo oligarchi russi, comitive griffate di giapponesi e turisti abienti che gozzovigliano al Biffi con ai loro piedi le borse dello shopping. 
I turisti intelligenti e fai-da-te sono rimasti fedeli alle proprie radici ed al loro panino nella stagnola consumato sulle gradinate all'entrata del Duomo, ai piedi del bronzo di Vittorio Emanuele II o in via Dante al mercato antico. Sporcano con le loro briciole per terra? Ed anche se fosse così, i piccioni vanno sempre nutriti perchè fanno parte del panorama milanese. Ma gli italiani sono così inopportuni che fissano i turisti ed i loro panini pensando -"Che barboni!"-. 

Se troviamo Milano invasa dagli stranieri con gli zaini in spalla e fotocamere al collo dobbiamo esser loro grati per la loro visita e per i soldi che spendono, ma i turisti riusciamo a farli scappare lo stesso anche dai posti più cari quando vogliamo fare i furbi derubandogli con un conto a tre cifre per due pizze, come hanno fatto a Roma.

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