E' passato tanto tempo dall'ultima volta che vidi una panchina nel centro di Milano dove sedersi per ammirare l'architettura del capoluogo. Lavoratori, ma sopratutto turisti, potevano usufruire del loro panino e bibita per pranzare o fare uno snack tra i piccioni affamati ed i ghisa con il fischietto in bocca.
Ora, inceve, non esistono più le panchine dove sostare e piazza Duomo è diventata un parcheggio in affitto per eventi sponsorizzati che gonfiano le tasche comunali e non c'è più spazio pubblico dove appoggiarsi se non i bordi dei marciapiedi.
Non ci si siede più perchè Milano è sempre stata quella città dove non ci si ferma mai, quella che una volta era da "bere", neanche a notte fonda e guai a chi si siede. La città di giorno si riempie di lavoratori che vengono da fuori e visitatori che entrano ed escono dai negozi senza comprare niente perchè i soldi sono sempre di meno.
Vietato sedersi a Milano perchè il comune ha deciso la politica della pausa estirpando ogni oggetto che possa somigliare ad una panchina per spingere la gente, e sopratutto i turisti allocchi, a pagare profumatamente il loro pasto in bar e tavole calde con panini o insalatone a suon di dieci Euro alla volta, bevande escluse. Ai non si sente parlare italiano, ma troviamo oligarchi russi, comitive griffate di giapponesi e turisti abienti che gozzovigliano al Biffi con ai loro piedi le borse dello shopping.
I turisti intelligenti e fai-da-te sono rimasti fedeli alle proprie radici ed al loro panino nella stagnola consumato sulle gradinate all'entrata del Duomo, ai piedi del bronzo di Vittorio Emanuele II o in via Dante al mercato antico. Sporcano con le loro briciole per terra? Ed anche se fosse così, i piccioni vanno sempre nutriti perchè fanno parte del panorama milanese. Ma gli italiani sono così inopportuni che fissano i turisti ed i loro panini pensando -"Che barboni!"-.
Se troviamo Milano invasa dagli stranieri con gli zaini in spalla e fotocamere al collo dobbiamo esser loro grati per la loro visita e per i soldi che spendono, ma i turisti riusciamo a farli scappare lo stesso anche dai posti più cari quando vogliamo fare i furbi derubandogli con un conto a tre cifre per due pizze, come hanno fatto a Roma.

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